sabato 27 dicembre 2014

Senato e Italicum, Zagrebelsky: “Gentile Boschi le vostre riforme sono autoritarie

Prosegue con la seconda e ultima puntata la pubblicazione, iniziata ieri, della proposta scritta che il presidente emerito della Corte costituzionale ha inviato il 4 maggio al ministro delle Riforme: "Siano eletti due senatori per regione, scelti con requisiti di moralità, esperienza e competenza, particolarmente rigorosi che restino in carica per un solo mandato. La legge elettorale concordata al Nazareno prefigura una democrazia d'investitura dell'uomo solo al comando"

di RQuotidiano | 13 luglio 2014

mercoledì 17 dicembre 2014

La riforma Fornero è un crimine contro i lavoratori!

 La riforma delle pensioni è stata il più grande crimine contro i lavoratori, non di tutti ovviamente. Sappiamo, infatti, che c’è chi vive di pensioni d’oro immeritate ed ingiustificate alle spalle dei lavoratori, di tanti... Continua »

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giovedì 11 dicembre 2014

“Salviamo la Costituzione: aggiornarla, non demolirla”

9 dicembre 2014
 Ricevo e volentieri pubblico:

A seguito del dibattito svoltosi nel corso dell’assemblea nazionale del 1° dicembre 2014 sotto la presidenza del presidente prof. Alessandro Pace, l’associazione “Salviamo la Costituzione: aggiornarla, non demolirla” esprime le seguenti valutazioni sulle riforme costituzionali di cui al d.d.l. cost. n. 2613 AC:
1. L’assemblea ribadisce il proprio favore per la tesi, già sostenuta dal Presidente Scalfaro, secondo la quale una legge di revisione costituzionale dovrebbe essere sottoposta a referendum popolare confermativo quand’anche venisse approvata con la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera; auspica quindi che il Parlamento colga questa occasione per rivedere in tal senso l’art. 138 della Costituzione.  

mercoledì 10 dicembre 2014

Ricostruiamo la democrazia nel rispetto dei valori Costituzionali!

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“La responsabilità maggiore va alla politica, che negli ultimi quindici anni ha consentito il radicamento di una illegalità diffusa, come una sorta di evoluzione della sottocoltura criminale dei gruppi dominanti, ha trovato un ottimo terreno di coltura un un sistema statuale arcaico, che produce inefficienza e a cui non si è sottratto “ nessuno.  “… Questa incapacità di cambiare, questa staticità porterà, davvero, alla decadenza, non solo il partito, ma tutto il Paese, trascinandolo dentro un baratro da cui sarà difficile uscire senza pagare prezzi altissimi.”
Questo scrivevo nel mio libro Uscire dal Passato per entrare nel Futuro oltre due anni fa ed oggi non mi resta che prendere atto che è ciò che sta succedendo davvero.
Il Paese è infatti precipiato dentro un baratro da cui sarà quasi impossibile uscire fuori senza pagare un conto molto salato.

Riforme, il governo va sotto per emendamento su senatori a vita

Riforme, il governo va sotto per emendamento su senatori a vita
È tutto successo in commissione Affari costituzionali della Camera nella votazione di due emendamenti al ddl riforme che cancellano dal testo i cinque senatori di nomina del Capo dello Stato. A favore hanno votato Sel, M5S, Lega e anche una parte della minoranza Pd. "Vedremo se l’aula confermerà" dice il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi

lunedì 8 dicembre 2014

Uniamoci per sconfiggere il Pensiero Unico Dominante e salvare il Paese dalla deriva autoritaria.



Il Treno delle donne in difesa della Costituzione è nato tre anni fa per impedire che venisse approvata la riforma dell’art. 1 della Costituzione proposta  dalla destra berlusconiana.
Una battaglia  portata avanti  dalle donne  siciliane che in breve ha visto il coinvolgimento di molte donne ed altreì  di 100 associazioni italiane.
Con il nostro impegno determinato, intransigente  e fuori dai partiti siamo riuscite a portare avanti la nostra battaglia ed a fermare  la scellerata riforma dell’art. 1.
Ancora ad oggi la Costituzione, purtroppo, non è al sicuro, visto le modifiche che il Parlamento, senza il consenso dei cittadini, sta portando avanti a ritmo serrato.
Questo è un fondato motivo per non mollare il nostro impegno, anzi è un nostro dovere impegnarci per fermare ancora una volta lo scempio annunciato.

La linea nera, una storia sporca

5 dicembre 2014

Gianni Barbacetto
licio_gelliErano esclusi dal potere. Ed erano puliti. Adesso, invece, li troviamo neri e sporchi, alla guida del “mondo di mezzo” di Mafia Capitale. Sono gli eredi della destra, un tempo duri e puri, beccati oggi a manovrare un sistema criminale pervasivo e trasversale. Ma siamo proprio sicuri che ci sia stata una svolta, una rottura? “Vivevano nel mito delle mani pulite, che potevano esibire anche per mancanza di occasioni. Vent’anni dopo, il fallimento è spettacolare, verrebbe da dire wagneriano”: così Mattia Feltri. Ancor più forte la nostalgia di Marcello Veneziani, per “una destra che per anni si è vantata della sua diversità, che propugnava l’alternativa al sistema e ripeteva con Almirante che dalle tasche di Mussolini appeso in piazzale Loreto non è caduto un soldo”. Ma esisteva davvero la “diversità” nera? O non c’è piuttosto una sotterranea continuità criminale?

venerdì 28 novembre 2014

La necessità di costruire una sinsistra Post Ideologica

 
Il dilagare del pensiero unico dominante ci costringe a riflettere sul fallimento di tutti quei partitini della galassia della sinistra, che tutti insieme oggi raggiungono a malapena il 2%.
Penso che questa riflessione sia una necessità, perché sono convinta che se la sinsistra non prende atto degli errori commessi non potrà mai trovare la strada per uscire da questa crisi nera, che l’ha portata alla sua quasi scomparsa, non solo in termini di rappresentanza, ma anche di idee e valori.
Sono profondamente convinta che per la tenuta democratica del Paese e necessario ed urgente sconfiggere il pensiero unico dominante e per farlo serve una sinistra autentica post ideologica che rilanci una sua propria visione del mondo, una visione alternativa all’esistente, da superare (e inevitabilmente da liquidare) con radicalità e coraggio, come abbiamo scritto nel nostro manifesto.
Continua a leggere qui:
 http://ricostruirestatoepartiti.altervista.org/la-necessita-di-costruire-una-sinsistra-post-ideologica/

lunedì 24 novembre 2014

Gli elettori hanno disertato in massa le urne.




 Il risultato elettorale in Emilia Romagna è inequivocabile: il 60,7 % e quindi i due terzi degli aventi diritto hanno disertato le urne!
Un’astensionismo di queste proporzioni, mai visto fino ad adesso in questa regione,è un inequivocabile sintomo di una malattia molto grave che nessuno si può permettere più di sottovalutare se si ha a cuore il bene del Paese.
In Emilia Romagna, più che al sud gli elettori non sono andati a votare perché, com’è facile immaginare, non si riconoscono più in questi partiti e nemmeno negli uomini e nelle donne che li rappresentano (anche se vanno ogni settimana dall’estetista).


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domenica 23 novembre 2014

Manifesto dei “Partigiani contro il pensiero unico dominante”

Ormai la deriva autoritaria sostenuta dal pensiero unico dominante sembra un passaggio obbligato nella storia contemporanea del nostro Paese.
E certamente non può essere sconfitta creando l’ennesimo partitino dello zero virgola pelo di pulce per cento.
Non è questo l’obiettivo di questo movimento.
L’obbiettivo di questo movimento – che ha individuato come contraddizione principale il pensiero unico dominante che proclama la democrazia, mentre di fatto, in concreto, la va sempre più riducendo ad una finzione (di cui sono evidenti manifestazioni i leaderismi e i populismi) ed alla nuova espressione del neoliberismo che ha devastato il nostro Paese in ogni suo aspetto- è quello di ricostruire una sinistra autentica post ideologica che rilanci una sua propria visione del mondo, una visione alternativa all’esistente, da superare (e inevitabilmente da liquidare) con radicalità e coraggio.

sabato 15 novembre 2014

Solidarietà a Nino Di Matteo



dimatteo
Comunicato stampa

15  novembre 2014

Il Treno delle Donne in Difesa della Costituzione 
esprime la solidarietà di tutta l'associazione al pm Di Matteo e agli altri magistrati minacciati dalla "mafia" e denuncia la gravità dei silenzi e degli "imbarazzi" istituzionali.
 Ci risiamo al 1992 ma non soltanto… speriamo di no, muoviamoci affinché non sia così. Ma quelle frasi tremende sul tritolo “che è già arrivato” per Nino Di Matteo, gli avvertimenti al Procuratore generale Roberto Scarpinato, e quel clima speciale che si stabilisce all'interno delle istituzioni appena si avvicina l’elezione del Presidente della Repubblica, non può non destare allarme.
Per questo dobbiamo rimanere vigili. 

Una politica costituzionale


la Repubblica
8 novembre 2014
renzi.BolognaStefano Rodotà
L’accelerazione impressa alla sua azione e, soprattutto, alle sue parole dal presidente del Consiglio- segretario del Pd richiede qualche riflessione sul modo in cui si va configurando il sistema politico italiano e sulla cultura che sostiene i suoi mutamenti. La più evidente riforma è quella incarnata dallo stesso Renzi, per il modo in cui definisce il suo rapporto con i cittadini, che assume tratti simili a quelli descritti in un libro dedicato al capo e alla folla da Gustave Le Bon. Renzi declina questo rapporto diretto nel linguaggio attinto dal mondo digitale e parla di “disintermediazione”, ma la sostanza è quella.

lunedì 13 ottobre 2014

Jobs act, un obbrobrio giuridico - Pierluigi Petrini

13 ottobre 2014 -  

Con il capitolo del Jobs Act prosegue, di spregio in spregio, la sistematica demolizione delle nostre istituzioni. L’ultima logica, affermata con spavalda superficialità, vuole che il gruppo parlamentare si asservisca, senza se e senza ma, alle deliberazioni della direzione del partito. Poco importa che quella discussione sia necessariamente generica, potendo al più definire indirizzi e strategie. Poco importa che sia improntata a rappresentare i rapporti di forza interni al partito e che manchi di reali approfondimenti tecnico-giuridici. Lì si discute, lì si decide! Anche dei testi di legge. L’iter parlamentare, la discussione in commissione, quella in aula, gli emendamenti, il voto articolo per articolo, il divieto al mandato imperativo sono solo stupidaggini costituzionali. Ogni osservazione diviene intralcio. Ogni dissenso, tradimento. La vera democrazia, secondo l’interpretazione renziana, è il voto di appartenenza e di fedeltà che i membri della direzione esprimono. E affinché nessuno dubiti che questa sia la nuova frontiera ecco giungere a suggello la richiesta del voto di fiducia sulla legge di delega legislativa.

L’Italia è un Paese per privilegiati e incompetenti.


Mentre Genova è sommersa dal fango e molti volontari lavorano incessantemente, per fare tornare alla normalità la città devastata, apprendere che il comune ha elargito premi di migliaia di euro ai geologi dipendenti comunali, per... Continua »

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lunedì 29 settembre 2014

Cofferati contro il Ttip: “È inevitabile che porti un abbassamento dei nostri diritti”

Sergio Cofferati
Sergio Cofferati
Intervista all’eurodeputato del Pd che condivide le posizioni del Nobel Stiglitz sull’accordo di libero scambio tra Usa e Ue. “Le trattative devono essere bloccate, la loro segretezza rappresenta un grave vulnus per la democrazia”

Comunicato della Rete per la Costituzione

A seguire il Comunicato della Rete per la Costituzione che propone candidati alla Corte Costituzionale diversi rispetto ai due candidati dei partiti che hanno dato uno spettacolo non certo esaltante di 14 sedute senza esito. Si propongono la prof.ssa Lorenza Carlassare, costituzionalista dell'Università di Padova, ed il prof. Alessandro Pace, costituzionalista della Sapienza di Roma. Il Comunicato è stato firmato dai Comitati sparsi in tutto il Paese ed inviato ai parlamentari ed alla stampa. Si prega continuare con la diffusione.
COMUNICATO DELLA RETE PER LA COSTITUZIONE
Candidature per la Corte Costituzionale
Da molte settimane l'intero Parlamento è paralizzato nelle sue funzioni non riuscendo a nominare due componenti che andranno a far parte della Corte costituzionale, massimo organo di garanzia del Paese.
Noi cittadini assistiamo sconcertati alla vicenda, consapevoli che i nomi dei candidati ostinatamente riproposti ad ogni seduta comune sono solo il risultato di accordi più o meno segreti, anche se privi dei necessari requisiti per potere accedere alla carica di giudice costituzionale e del largo consenso numerico richiesto dalla Costituzione.

mercoledì 24 settembre 2014

luciano barra caracciolo: i trattati europei contrastano con la costituzione italiana

Luciano Barra Caracciolo, presidente della VI Sezione del Consiglio di Stato

Luciano Barra Caracciolo, presidente della VI Sezione del Consiglio di Stato

Attualmente presidente della VI Sezione del Consiglio di Stato e già componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa, Luciano Barra Caracciolo ha svolto incarichi di rilievo come consigliere giuridico del ministro della Funzione pubblica, capo di Gabinetto del Ministero per gli italiani nel mondo, componente della Commissione sul riordino delle Autorità indipendenti, esperto nel Nucleo di semplificazione dell’attività amministrativa, vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio. È stato un attento osservatore delle leggi, delle istituzioni e delle trasformazioni che queste subiscono da qualche decennio subdolamente, nell’indifferenza, imposte da poteri occulti, o illegittimi, o stranieri. 

martedì 23 settembre 2014

Treno delle Donne per la Costituzione (video Fabio Patanè) Video - Libera.TV

 Ritroviamo questo spirito, è necessario ed urgente ...

Treno delle Donne per la Costituzione (video Fabio Patanè) Video - Libera.TV

Il Treno delle Donne per la Costituzione Video - Libera.TV

 Succedeva 3 anni fa e siamo sempre allo stesso punto di allora, anche peggio...





Il Treno delle Donne per la Costituzione Video - Libera.TV

Treno delle donne per la Costituzione 23/24.09.11 - promo video

Una battaglia vinta,  che dovrebbero ricordare tutti quelli che oggi tacciono, pur apendo che oggi è peggio di allora e che stiamo rischiando davvero molto!

Ricostruire la politica!

Invito tutti a partecipare al dibattito e a registrarsi  in questo nuovo blog per dare il proprio contributo a cambiare questo Paese. Spero sarete in tanti, solo così si può ricominciare a sperare.
http://ricostruirestatoepartiti.altervista.org/

martedì 16 settembre 2014

PoliticaPrima: ANCHE I RICCHI, UNA VOLTA, PIANGEVANO

PoliticaPrima: ANCHE I RICCHI, UNA VOLTA, PIANGEVANO: di Giangiuseppe Gattuso – L’idea mi è venuta leggendo l’articolo di Alberto Mario Banti, sulla ricca buonuscita di Luca Cordero di Monteze...

Riforme, Carlassare: ‘Popolo solo per acclamazione. Coscienza parlamentari si risvegli’

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/09/15/riforme-carlassare-popolo-solo-per-acclamazione-coscienza-parlamentari-si-risvegli/296529/
Il Fatto Quotidiano

15 settembre 2014 - 2 Commenti »

Annalisa Ausilio
CarlassareBolognaL’idea di fondo è quella di tagliare la voce a un popolo che serve solamente come strumento di acclamazione”. Così la costituzionalista Lorenza Carlassare commenta le riforme istituzionali del governo Renzi intervenendo al dibattito “Contro la democrazia autoritaria” nel corso dei due giorni di Festa del Fatto Quotidiano a Roma. “Spero – continua – che la coscienza dei parlamentari si risvegli e si possa modificare la riforma del Senato disegnata dall’esecutivo”. “E’ una “schiforma” che deve essere solo presa e buttata via” chiosa il condirettore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio. “Lasciare da parte le drammatiche questioni economiche – dice il direttore Antonio Padellaro – per concentrarsi su una riforma costituzionale finalizzata ai suoi interessi personali è stato l’errore di Renzi ma anche il più grande tradimento nei confronti dei suoi stessi elettori”

 

sabato 13 settembre 2014

“Riforme inutili, lo Stato smetta di coprire i reati”

Il Fatto Quotidiano
12 settembre 2014 - 3 Commenti »
Marco Travaglio
davigoRiforme inutili”. Piercamillo Davigo, già pm del pool Mani Pulite, ora giudice di Cassazione, lo ripete di continuo (l’ultima volta domenica a Cernobbio) dopo aver letto le linee guida di riforma della giustizia. In questa intervista al Fatto, spiega il perché. 
Partiamo dalle ferie dei magistrati: il governo le vuole ridurre di due settimane perché siete i soli dipendenti pubblici che vanno in vacanza 45 giorni e dovete aumentare la produttività.  
Intanto non è vero: abbiamo le stesse ferie di un maresciallo anziano dei Carabinieri. E poi non ha senso paragonare i magistrati ai dirigenti della PA. Noi, in vacanza, dobbiamo scrivere le sentenze e i provvedimenti. Le nostre ferie non sospendono mica i termini di deposito degli atti: se ritardiamo, finiamo sotto procedimento disciplinare. Poi gli statali hanno il sabato non lavorativo e gli straordinari, noi no. E non solo: in Procura, quando il pm ha un turno, lavora 36 ore di fila, tanto quanto lo statale tutta la settimana. Ma, finite le 36 ore, mica se ne sta a casa. Misurare a tempo l’attività del magistrato non sta né in cielo 
né in terra.  

Orologeria renziana

Il Manifesto
11 settembre 2014 - 
Norma Rangeri
RenziBerlusconi


L’imprevisto si è mate­ria­liz­zato nella casa­matta del cre­scente potere ren­ziano, inve­stendo gli «uomini nuovi» che già si pre­pa­ra­vano a gui­dare l’amministrazione di un ter­ri­to­rio sim­bolo della sapienza ammi­ni­stra­tiva che fu. Un brutto colpo all’immagine di una squa­dra costruita per mostrare i cava­lieri e le dame della tavola rotonda votati al ser­vi­zio del Paese.

martedì 9 settembre 2014

Un Paese senza

Comunicato stampa
9 settembre 2014 - 2 Commenti »
gufoNon so se nel mondo cosìdetto “civile” vi siano altri casi simili al “caso Italia”, un Paese senza.
1)   Senza una legge elettorale. Quella con cui si è votato l’ultima volta è stata dichiarata “incostituzionale” nel dicembre del 2013 dalla Corte costituzionale. Se ci fosse l’esigenza (chi può escluderla in assoluto?) di nuove elezioni dovremmo o rinunciarci o votare con dio solo sa quale marchingegno. In Toscana, regione leader del porcellum, si sta per votare una nuova legge elettorale, detta Toscanellum che fa rimpiangere la prima.
2)   Da questa situazione deriva il fatto che alcuni considerano questo Parlamento delegittimato, altri lo pensano e non lo dicono, altri ancora pensano che possa fare solo alcune cose e non altre.

Perché quella riforma non mi piace

la Repubblica 9 settembre 2014 - 1 Commento »
Elena Cattaneo *


CattaneoCARO direttore,in Italia è difficile affrontare le questioni e discuterle usando i dati e gli strumenti migliori che le esperienze del passato e le conoscenze del presente mettono a disposizione. In altre parole, sembra che cercare di illustrare fatti provati faccia scattare in una buona parte della politica la messa in discussione — a volte anche livorosa e irrazionale — dell’utilità e del valore delle competenze, o di una conoscenza e uso dei fatti. Da qualsiasi parte arrivino. E queste modalità si perpetuano su molti argomenti trattati.D’altronde, da qualche decennio ascoltiamo presidenti del consiglio dire che noi “non abbiamo niente da imparare da nessuno”. Davvero? Eppure basta un po’ d’esperienza in contesti internazionali per capire che non è così. Ho imparato molto dal mio Paese, che amo profondamente, ma mi sono presto resa conto che oltre al molto da insegnare, umilmente, intelligentemente e senza spacconeria, possiamo altrettanto imparare. Ci sono modi migliori di quelli usati da noi per capire cosa serve fare per adeguare le istituzioni politiche, e come si potrebbero realizzare progetti socialmente ed economicamente più validi. Le serie ed efficaci azioni politiche, insegna la Storia, partono da premesse ben individuate, sviluppano ipotesi, cercano prove nel passato o strade nelle esperienze di altri, disegnano strategie del presente e del futuro di un Paese, simulano le opzioni, informano, richiamano e accolgono i cittadini intorno alle discussioni, offrendo tutti i ragionamenti immaginabili, anticipando conseguenze, etc. Ancora.

venerdì 5 settembre 2014

Contro l’inciucio Renzi-Berlusconi c’è una battaglia che si può vincere subito


di Paolo Flores d’Arcais
Nell’accordo piduista Renzi-Berlusconi, benedetto da Napolitano, c’è molto di peggio che non il Senato dei nominati (il Senato andava semplicemente abolito e contemporaneamente il numero dei deputati portato a cento).

Il vero elemento golpista del patto piduista del Nazareno è costituito invece dalla legge elettorale, che consentirà a una forza di minoranza un controllo totale non solo del legislativo ma anche delle istituzioni di garanzia: Presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale.

mercoledì 3 settembre 2014

E' necessario un nuovo processo di ricostruzione dello Stato e dei Partiti!!!

La sinistra non esiste più da tanto tempo, è triste ammetterlo, ma è la realtà.
Con alcuni ci si continua a chiamare  compagni, ma di questa parola  molti  disconoscono il vero  il significato  (”condividere il pane”).
Chi oggi potrebbe dirci di volere "condividere il pane" con chi chiamiamo   compagno?
Io di persone che lo vogliono non ne ho incontrate mai nel corso della mia vita, tranne mio padre. Ho sempre visto intorno tanto egoismo e tanta avidità, soprattutto tra quelli che  usano questa magica la parola . Non ho visto mai, nè sentito mai   un briciolo di solidarietà, mai un briciolo di pensieroe come me credo tantissimi compagni. Ho avuta chiara da sempre il  nulla di tutti  i sentimenti che invece dovrebbero essere alla base della compagnanza, alla base di condivisione di idee e progetti, che tra l'altro, è inutile ricordare, mancano quasi del tutto. Esiste solo l'appartenenza a vari gruppi di potere, che si spartiscono tutto a prescindere da tutto.
Così facendo si è riusciti a distruggere tutto quel po' di buono che c'era.

lunedì 25 agosto 2014

E’ tempo di inventare insieme il Futuro!


https://www.facebook.com/notes/nel-toscano/e-tempo-di-inventare-insieme-il-futuro/10150403703179971

Al punto in cui siamo in Italia e a vedere quelloche sta succedendo sul piano internazionale è doveroso interrogarci su ciò chepossiamo ed abbiamo il dovere di fare per arginare questa deriva. Io credo chesia arrivato davvero il tempo di unire le energie migliori di questo Paese percostruire insieme il futuro.

E’ necessario elaborare  nuovee moderne categorie di pensiero in grado di affrontare e vincere una impresa   che, come sappiamo tutti, è difficilissima.
E’ indubbio però che per poterci riuscireoccorre chiamare a raccolta i migliori intellettuali Italiani.    Questenon sono imprese che possono essere portatate avanti solitariamente e,soprattutto, hanno bisogno di tempi lunghi. Ritengo quindi necessario edurgente che si parta subito, non c’è più tempo da perdere.
Siamo in tanti a non riconoscerci in questosistema di partiti, oramai logori e senza futuro, e adesso abbiamo il dovere ditrovare il coraggio di metterci in cammino insieme, senza esitazioni: dalle parolebisogna passare ai fatti!
Non farlo è una grave responsabilità e saràdel tutto inutile cercare di porre rimedio al vuoto che ha lasciato la sinistraun giorno prima delle varie tornate elettorali con liste ad hoc, che servonosolo per costruire carriere politiche per singole persone, che, come abbiamovisto anche nel recente passato con la lista Tspras, una volta entrati inParlamento pensano solo a mantenersi la poltrona conquistata.

sabato 23 agosto 2014

Riforme, Zagrebelsky: “La finanza comanda i governi, compreso il nostro”

Il presidente emerito della Corte costituzionale: "Sarebbe auspicabile un intervento formale di Napolitano" che ricordi come "i principi fondamentali (della Costituzione, ndr) non si possono cancellare o calpestare". E sull'Italicum: "Mi sorprende la spudoratezza con cui i partiti trattano la legge elettorale come fosse cosa loro. Sembra che reputino gli elettori materia inerte nelle loro mani"

Gustavo ZagrebelskySono trascorse due settimane dall’approvazione in prima lettura, a Palazzo Madama, della riforma del Senato. Ma, prima di commentarla, il professor Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte costituzionale, si è preso il suo tempo. Ciò che ne pensa è noto. A marzo ha firmato l’appello di Libertà e Giustizia, di cui è presidente, contro la “svolta autoritaria” segnata dal Patto del Nazareno per il combinato disposto della riforma costituzionale e di quella elettorale (il cosiddetto Italicum), beccandosi del “gufo”, del “professorone” e del “solone”. In aprile ha guidato la manifestazione di L&G a Modena “Per un’Italia libera e onesta”.

martedì 19 agosto 2014

Diritti sospesi nell’Italia renziana

Matteo Renzi
La grande bolla (di entusiasmo) ha finalmente rivelato la grande balla. Tanto la prima quanto la seconda determinate da Renzi. Si potrebbero coniare oramai tanti slogan come “Renzi Pinocchio, l’Italia in ginocchio” ma poi verremmo tacciati di populismo. Veniamo invece alla cruda realtà, quella che il premier non intende osservare, atteso che il suo unico obiettivo pare essere la realizzazione dell’accentramento dei poteri, in una pericolosa deriva autoritaria prontamente denunciata e smascherata da questo giornale ma ancor più da questa comunità di liberi pensatoriche osserva, pensa, si oppone al pensiero comune inoculato sottopelle da mass media di regime. Noi non siamo microchippati caro pseudo-riformista.

CHOMSKY: "LA DEMOCRAZIA IN ITALIA E' FINITA"

CHOMSKY:

di Redazione Cadoinpiedi.it - 24 gennaio 2014

Il maggior linguista vivente è in Italia per presentare I padroni dell'umanità (Ponte alle Grazie) e non ha risparmiato nessuno: "Le nostre società stanno andando verso la plutocrazia. Questo è neo-liberismo" ha detto. La sfida del futuro? Non limitarci a osservare il corso degli eventi ed eliminare le istituzioni che perseguono il "tutto per noi stessi, niente per gli altri"

Italia in svendita, come siamo messi male ....

E se il Titolo V fosse stato cambiato anche per privatizzare i beni comuni?

Il capo direzione e analisi economico-finanziaria del dipartimento del Tesoro: per pagare il debito bisogna espropriare Comuni e Regioni delle utilities e venderle, è questo il vero affare. (video)
Franco Fracassi - Ecco che cosa aveva dichiarato lo scorso anno a un giornalista de La7 Lorenzo Codogno, capo direzione e analisi economico-finanziaria del dipartimento del Tesoro, a proposito della necessità delle privatizzazioni per risanare il debito pubblico: «Il problema è che non prendi tantissimo, perché ho fatto il calcolo un po’ di tempo fa sono dodici miliardi. Meno di un punto di Pil. La vera risorsa sono le utilities a livello locale. Lì sono veramente tanti, tanti miliardi. Il problema è che non sono nostri, dello Stato. Sono dei Comuni e delle Regioni. Quindi, bisogna cambiare il Titolo V della Costituzione ed espropriare i Comuni e le Regioni».

mercoledì 6 agosto 2014

La Costituzione e il governo stile executive

la Repubblica  6 agosto 2014 - 1 Commento »


governorenziDEL Senato della nuova era, tutto il dicibile è stato detto e ridetto. Ora non si tratta più d’idee, ma di numeri, di patti misteriosi che “tengono” o “non tengono”, di “aperture” o “chiusure”, cioè di strategie politiche. Interessa, invece, lo sfondo: ciò che crediamo di comprendere della nostra crisi e delle sue forme. Che valore hanno il tanto pervicace impegno per “le riforme” costituzionali e l’altrettanto pervicace impegno contro? Pro e contra, innovatori e conservatori. I pro accusano i contra di non voler assumersi le responsabilità del cambiamento che il momento richiede e di difendere rendite di posizione dissimulandole come difesa della Costituzione. I contra, a loro volta, accusano i pro di coltivare la vacua ideologia del nuovo e del fare a ogni costo, in realtà servendo interessi ai quali ostica è la democrazia. Le ragioni della divisione sono profonde, spiegano l’asprezza del contrasto e giustificano le preoccupazioni.

martedì 5 agosto 2014

Riforme, immunità per i senatori nominati. La maggioranza si approva lo scudo

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CRONACA ORA PER ORA - Palazzo Madama mantiene lo scudo per i parlamentari della nuova camera dei non eletti. Il Movimento 5 stelle e il Carroccio non partecipano al dibattito e il provvedimento passa dopo due ore di dibattito. La relatrice Pd e i capigruppo dem e Fi hanno difeso la decisione: "Istituto voluto dai padri costituenti". Renzi: "Si cambia davvero"

Riforme, immunità per i senatori nominati. La maggioranza si approva lo scudoI 100 nominati del Senato delle Autonomie saranno protetti dall’immunità. Palazzo Madamarespinge gli emendamenti che prevedevano lo stop allo scudo per i parlamentari dopo due ore di discussione. Assenti per protesta i rappresentanti dell’opposizione, sia Lega Nord che Movimento 5 stelle, il dibattito sull’articolo 8 del ddl Boschi si esaurisce in ventuno interventi. Bagarre, grida, proteste: le immagini di tensione dei giorni scorsi lasciano il posto a un’analisi lampo di emendamenti ed articoli che nel giro di un pomeriggio tolgono l’indennità per i nominati del prossimo Senato e aboliscono i senatori a vita. Ad un certo punto il presidente d’Aula Maurizio Gasparri apre il dibattito sullo scudo, convinto di non vedere il voto entro sera. Ma i programmi saltano nel giro di poco e Palazzo Madama scioglie uno dei nodi più discussi senza pensarci. “E’ la scelta migliore che permette di mantenere un equilibrio perché ristabilisce la parità tra deputati e senatori”, dice la relatrice Pd Anna Finocchiario prima di rimettersi all’assemblea. Tra i critici restano Loredana De Petris (Sel) a Vannino Chiti (Pd), mentre relatori, governo e capigruppo Pd e Forza Italia appoggiano la decisione. “E’ un istituto voluto dai padri costituenti”, ribadisce il democratico Luigi Zanda.