sabato 29 giugno 2013

venerdì 28 giugno 2013

Uniamoci per difendere la Costituzione!



L’avere inserito tra le riforme costituzionali anche la riforma della giustizia è un atto gravissimo  che rischia di fare precipitare il nostro Paese in una deriva antidemocratica con conseguenze inimmaginabili per tutti.
Berlusconi e la sua maggioranza  continuano a perseguire  ed a portare avanti l’antico progetto di Gelli e della  P2 di controllo della magistratura  per tenere i giudici al guinzaglio, cosa che Berlusconi insegue fin da quando è sceso in politica.
E’ bastata la durissima condanna per il caso Ruby e riecco che il Pdl torna  alla carica  con  un emendamento per inserire tra le riforme da fare anche il Titolo IV della seconda parte Costituzione, quello che appunto regola la magistratura, che non era tra le materie di competenza del comitato dei 40 saggi incaricato di riformare la Carta.
Una forzatura grave, visto che il Titolo IV era stato escluso dalle competenze del comitato.
Al punto in cui siamo è chiaro che bisogna agire, fare barricate se necessario, per fermare questo progetto scellerato.
E’ comunque importante capire cosa intende fare il PD, su cui però  molti di noi oramai non riescono a riporre più alcuna speranza, visto quello che sono state capaci di fare con le larghe intese.
Il Treno delle Donne in Difesa della Costituzione  è pronto a fare le barricate per impedire che queste riforme vengano attuate  e per questo chiediamo  a tutti i partigiani della Costituzione di unirsi a noi per difenderla!
Nella Toscano

mercoledì 26 giugno 2013

Doma, la Corte Suprema Usa dichiara incostituzionale la legge a difesa del matrimonio - Matteo Winkler - Il Fatto Quotidiano

Come ha infatti detto il Presidente Obama al discorso d’inaugurazione del mandato a gennaio di quest’anno, “se tutte le persone sono state create uguali in dignità e diritti, allora l’amore che esse reciprocamente si dichiarano dev’essere anch’esso uguale“. Niente di più vero.Doma, la Corte Suprema Usa dichiara incostituzionale la legge a difesa del matrimonio - Matteo Winkler - Il Fatto Quotidiano

Scandaloso è il silenzio

Processo Ruby: ha vinto la Costituzione

La folle riforma della Carta

Audizione del prof. Alessandro Pace, presidente dell’Associazione “Salviamo la Costituzione: aggiornarla non demolirla”

illegittimo impedimento e l’ABC della democrazia

venerdì 21 giugno 2013

Ecco perché l’amnistia aiuta Berlusconi - Antonella Mascali - Il Fatto Quotidiano

Ecco perché l’amnistia aiuta Berlusconi - Antonella Mascali - Il Fatto Quotidiano

Bozza Cancellieri, lo svuota carceri selettivo: salva solo potenti e benestanti - Il Fatto Quotidiano

Bozza Cancellieri, lo svuota carceri selettivo: salva solo potenti e benestanti - Il Fatto Quotidiano

E mezzo governo solidale con B. contro la Corte

Presidenzialismo? Rischiamo derive da terzo mondo

Porcellum Bloccato

martedì 18 giugno 2013

Consulenze/1. Enti locali non conoscono crisi. Tutti gli sprechi voce per voce - Il Fatto Quotidiano

Consulenze/1. Enti locali non conoscono crisi. Tutti gli sprechi voce per voce - Il Fatto Quotidiano

Discussione semiseria sul semipresidenzialismo

Per modificare la Costituzione è richiesto il consenso della maggioranza qualificata dei deputati e dei senatori. Ci sarà pure un motivo se questa maggioranza finora non si è raggiunta. Così come ci sarà stato un motivo se nel referendum confermativo del 25 e 26 giugno 2006 oltre 15 milioni e 470 mila italiani risposero “No” alla riforma costituzionale allora approvata da una maggioranza parlamentare di centro-destra. Invero il riformismo costituzionale ha già dato qualche prova di sé, ad esempio con il rafforzamento dell’esecutivo nella dimensione regionale. Ciò è servito a riportare i conti pubblici sotto controllo e a garantire buona amministrazione? Difficilmente un osservatore spassionato darebbe una risposta positiva. In particolare, nella Regione più antica, la Sicilia, non c’erano mai state conclusioni anticipate delle legislature dell’Assemblea regionale siciliana prima delle modifiche dello Statuto introdotte con legge costituzionale n. 2 del gennaio 2001. Da quando il Presidente della Regione è eletto a suffragio universale diretto, già due volte si è dovuto anticipare il voto regionale. Dietro l’impudenza dei decisionisti soffia uno spiritello autoritario, che ci fa rabbrividire. L’obiettivo dichiarato è quello di porre fine alle chiacchiere ed assicurare una salda posizione di comando all’uomo (o alla donna) del destino. Con la legge elettorale vigente hanno già cercato di risolvere metà del problema: indebolire e delegittimare il Parlamento, asservendolo al Governo attraverso il meccanismo del premio di maggioranza. Ora si tratterebbe di completare il disegno autoritario: stabilire un Governo fortissimo, legittimato direttamente dal voto popolare; mantenendo contestualmente — in nome della governabilità, s’intende — nella legge elettorale meccanismi che garantiscano maggioranze parlamentari conformi all’indirizzo politico del Presidente. In fondo, è l’uovo di Colombo. Dare tutto il potere ad un Dominus; non importa chi sia (ovviamente per qualcuno, nell’immediatezza, meno male che Silvio c’è). Questo Dominus potrebbe anche essere a servizio di più forti poteri esterni, i quali preferiscono che la sovranità nazionale italiana si riduca ad un simulacro. Di fronte a questa prospettiva di luminoso avvenire, possono temere e risentirsi soltanto quei conservatori che, come noi, ancora ragionino di quisquilie come gli equilibri istituzionali fra i diversi poteri, i pesi e i contrappesi, eccetera. Siamo tanto ottusamente conservatori da prendere sul serio persino il vecchissimo Montesquieu e la sua bizzarra teoria della separazione fra i poteri. Che pure gli Stati Uniti d’America continuano ad applicare, equilibrando i poteri del Presidente con i poteri del Congresso. Ma i nostri giuristi e costituzionalisti, si sa, possono fare molto meglio della Francia e degli Stati Uniti.
http://www.libertaegiustizia.it/2013/06/18/discussione-semiseria-sul-presidenzialismo/

domenica 16 giugno 2013

Sapere di non sapere cos’è l’amore - Luciano Casolari - Il Fatto Quotidiano

Sapere di non sapere cos’è l’amore - Luciano Casolari - Il Fatto Quotidiano

M5S, rischio scissione se esce la Gambaro. E il Pd “vede” la maggioranza al Senato - Il Fatto Quotidiano

M5S, rischio scissione se esce la Gambaro. E il Pd “vede” la maggioranza al Senato - Il Fatto Quotidiano

Tv greca, chiusura incostituzionale? Lunedì la corte decide. Rischio elezioni - Il Fatto Quotidiano

Tv greca, chiusura incostituzionale? Lunedì la corte decide. Rischio elezioni - Il Fatto Quotidiano

Assist di Letta a banche e costruttori, i soldi dei mutui arriveranno dallo Stato - Il Fatto Quotidiano

Ma che bella trovata ... così saremo noi a finanziare le banche che poi finanzieranno noi. Davvero bravi questi governanti. Ovviamente non ci dicono il conto che dobbiamo pagare tutti ... d'altronde cosa potevamo aspettarci?
Assist di Letta a banche e costruttori, i soldi dei mutui arriveranno dallo Stato - Il Fatto Quotidiano

sabato 15 giugno 2013

Ilva, Riesame conferma maxisequestro, ma in cassa ci sono solo 250mila euro - Il Fatto Quotidiano

Ilva, Riesame conferma maxisequestro, ma in cassa ci sono solo 250mila euro - Il Fatto Quotidiano

Appello a Deputati e Senatori: Non toccate l'art. 138!!!!


 da Nella Toscano (Note) Sabato 15 giugno 2013 alle ore 17.46 
Associazione Treno Delle Donne in Difesa della Costituzione.
Il governo, per accelerare l'iter parlamentare  delle riforme Costituzionali, ha avuto  l'idea assai discutibile e pericolosa di  cambiare l’articolo 138 della Costituzione.
Per  farlo non esitano quindi a modificare il regolamento del Senato di modo che, accelerando i tempi,   possono  chiudere tutto quando gli italiani saranno in vacanza.
Come tutti sappiamo, le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
Il procedimento di revisione della Costituzione è sancito dall’art.138 della Carta che ne  prevede i tempi e le maggioranze  al fine di tutelare il cambiamento dell’assetto costituzionale, che i nostri padri e nelle nostre madri Costituenti hanno voluto fortemente per evitare che la nostra Costituzione potesse essere cambiata con facilità.
Una tutela assolutamente necessaria , perché le riforme incidono sia sul funzionamento del Nostro Stato di Diritto che sulla nostra forma Stato.
Pensare di stravolgere l'iter Parlamentare e sottraendo, quindi, ai cittadini ad oggi all'oscuro di tutto, la possibilità di poter  manifestare la propria opinione in merito, è un atto gravissimo di protervia da parte di questo governo, ancora più grave se si pensa che sta avvenendo in questo momento di grave crisi economica.
Il Treno delle Donne in difesa della Costituzione, ritenendo grave che in questo cruciale momento per la vita economica e sociale del Paese, si possa  anche solo pensare a modificare la nostra Costituzione ed a forzare illegittimamente l'art. 138 per accelerarne i tempi , si appella a tutte le forze fuori e dentro il Parlamento affinché non sia fatto scempio della nostra Carta Costituzionale.
La Costituzione è in pericolo e noi vogliamo prepararci a difenderla insieme alle Associazioni ed a tutti quei movimenti che avvertono l'urgenza di impedire che un simile scempio si consumi!
Riteniamo pertanto necessario che ognuno di noi faccia la propria parte informando i cittadini e le cittadine  e nel contempo di manifestare il nostro totale dissenso inviando a tutti i membri  del Senato  della Repubblica ( le mail sono nome.cognome@senato.it) il seguente testo:
"l'art. 138, posto a garanzia dai nostri padri Costituenti non va modificato e men che meno  con legge ordinaria e comunque non può avvenire in tempi ristrettissimi e a ridosso delle ferie estive per le evidenti difficoltà ad informare i cittadini e le cittadine di questo Paese.
Per questo Le chiedo:
1) di respingere in aula la richiesta di applicare la procedura d’urgenza prevista dall’articolo 77 del Regolamento del Senato che dimezza i tempi di discussione in Commissione;
2) di sollevare in Commissione Affari Costituzionali sia la questione pregiudiziale di costituzionalità che le questioni sospensive diversamente motivate;
3) di far precedere la discussione generale da audizioni sia del Presidente del Consiglio che dei Ministri competenti;
4) di far precedere la discussione generale da audizioni di esperti. di costituzionalisti, di associazioni di cittadini che si occupano della materia;
5) di richiedere che i lavori della Commissione Affari Costituzionali siano in seduta pubblica e trasmessi in diretta web.
firma…………………”
 Il Treno delle Donne in difesa della Costituzione continua la propria battaglia al solo scopo di salvaguardala da tentativi di stravolgimento che possono condurre ad un nuovo assetto della Repubblica che niente a che vedere con uno Stato moderno e Democratico!
                                       

martedì 11 giugno 2013

Libertà e Giustizia ha dato indicazione alle associazioni e ai circoli di divulgare sul territorio la richiesta pressante al Parlamento e al Governo di non sottostare al diktat berlusconiano e di varare subito una legge elettorale, che ci consenta di poter affrontare l’eventualità di tornare alle urne in qualsiasi momento con una legge rispettosa delle scelte dei cittadini.

 http://www.libertaegiustizia.it/2013/06/07/uno-strappo-alla-carta/

L'e book della Costituzione!

La morte della Politica!


da Nella Toscano (Note) Martedì 11 giugno 2013 alle ore 12.57



 E’ terminato lo spoglio anche in Sicilia!
Si sa che da noi le cose vanno sempre  a rilento, non c’è tecnologia che tiene.
Da noi la velocità, che in questi casi è anche trasparenza,  stenta a decollare.
Non possiamo che prendere atto che anche queste elezioni hanno visto crescere l’astensionismo in misura esponenziale.
E’ vero che il c.s. conquista tutte le città, strappandole alla destra, ma è anche vero che, se si tiene conto  della percentuale altissima dei non votanti, non si può parlare di una vittoria piena.
Proprio in virtù di questo dato credo  che sia improprio parlare    di un voto che rafforza il governo.
 Molti Italiani,anzi la maggioranza di essi, oramai si sono convinti, a torto o  a ragione che andare a votare non serve a niente. Le larghe intese hanno convinto gli elettori che l’uno vale l’altro e che, quindi, il loro voto non serve a niente.
La politica è morta, non c’è più un’idea di società che differenzia la destra da quella che vorrebbe ancora farci credere di essere sinistra. Allora perché andare a votare?
Se io non posso scegliere e/o la mia scelta è vanificata io non vado più a votare.
Manca la passione, il senso del servizio, la voglia vera di cambiamento. Le elezioni  sono  divenute una gara per l’affermazione delle varie correnti di potere, niente che  faccia pensare ad una speranza di cambiamento per il futuro.
Gruppi sempre più ristretti che lottano per conservare le loro posizioni di privilegio e di comando. Non  vogliono cambiare la legge elettorale, proprio perché non vogliono perdere il potere, sono capaci di tutto per  continuare a mantenerlo.
In questo modo hanno decretato la morte della politica!
Una classe politica di scarsa qualità e minoritaria  che vuole  stracciare la Costituzione.
Certo ci piacerebbe   accontentarci di questo risultato.
“Ma, come dice la Bonsanti, possiamo pensare di vincere, se a perdere drammaticamente è la politica?”
Nella Toscano
https://www.facebook.com/notes/nella-toscano/la-morte-della-politica/10150289680814971

sabato 8 giugno 2013

Intellettuali organici al Potere!

Vedo uomini di cultura che fanno salti mortali pur di avallare le riforme Istituzionali e quindi il semipresidenzialismo alla Francese, che come sappiamo tutti non è quel modello che garantisce democrazia. Un uomo solo al comando, senza pesi e contrappesi come in Francia non è democrazia. Parlare con questi uomini di cultura, vicini al PD, mi sembra tempo perso. Loro sanno già che per risolvere i problemi Italiani bisogna che comandi uno solo, senza pesi e contrappesi, appunto, come in Francia. Infatti nessuno di questi indica come modello il Presidenzialismo all'americana. Non sarà perchè lì ci sono pesi e contrappesi?
Quello che fa specie è che indicano come riferimento l'elezione diretta dei Presidenti delle regioni, tacendo, ovviamente, quanto cara ci sta costando questa inamovibilità. Basterebbe dare uno sguardo a cosa è successo nel Lazio ed in Sicilia per rendersene conto e per capire che la stabilità, un presidente eletto direttamente che fa quel che gli pare e nessuno lo può fermare non è davvero una bella scoperta. Da quando è stato modificato il titolo V della Costituzione abbiamo avuto come conseguenza non un miglioramento delle Istituzioni, ma l'imbarbarimento delle Istituzioni ed una corruzione dilagante. Vogliamo riformare lo stato Italiano così?
Continuo quindi a non capire perchè certi intellettuali si ostinano a sostenere queste sciagurate riforme.

giovedì 6 giugno 2013

Riforme, Carlassare pensa di lasciare i “saggi” di Letta: “Vena di autoritarismo” - Il Fatto Quotidiano


Carlassare si dice assolutamente contraria a “cambi alla forma di governo, perché non si possono scaricare sulla Costituzione le incapacità della classe politica, i partiti hanno perso la bussola e hanno dimenticato tutto quello che c’è nella Costituzione e che in qualche modo già segnava un programma. Io vorrei che la attuassero”.
Sul percorso annunciato da Letta piovono anche le critiche di Giovanni Sartori, uno dei massimi esperti italiani di sistemi elettorali e politici. “ Non ho mai visto trentacinque persone di estrazione parlamentare mettersi d’accordo su un progetto di riforme costituzionali: è avvenuto solo nel ’48 e nel ’49 alla fondazione. Dopo, le buone costituzioni sono state fatte da un buon giurista e poi approvate, ma non sono materie di negoziato di un parlamentino in cui ognuno difende i suoi interessi”.
Per il politologo, ”anche il Mattarellum è un pessimo sistema elettorale, non c’è nessuna eccezione al doppio turno alla francese. E’ solo un pretesto dire che ci vuole prima la Costituzione e poi il sistema elettorale: il doppio turno è un sistema che si presta a servire tutti i regimi democratici”. In sintesi, afferma Sartori, “si tratta anche di un pretesto per non fare neanche la legge elettorale, visto che qualcuno lavora ancora per mantenere il porcellum”. 

Riforme, Carlassare pensa di lasciare i “saggi” di Letta: “Vena di autoritarismo” - Il Fatto Quotidiano

La sola maggioranza ha votato per il Copasir alla Lega: è gravissimo!!!

Quello che è avvenuto oggi al Copasir è gravissimo. La legge che istituisce il comitato di controllo parla espressamente del fatto che la presidenza deve essere affidata all'opposizione. Si è eletto presidente , con i soli voti della maggioranza, Giacomo Stucchi, deputato della Lega, partito che non ha mai votato contro la governo Letta/Alfano. E' un abuso, un fatto intollerabile che palesa l'esistenza stessa di un vero e proprio veto antidemocratico contro le uniche due forze parlamentari di opposizione: MS5 e SEL. Siamo ancora un Paese a sovranità limitata, il Paese dei depistaggi e delle stragi impunite e ci troviamo di fronte ad un Governo che decide di mettersi sotto i piedi una legge della Repubblica. Dal Colle, sono certo, non verrà nessun richiamo a rispettare legge e Costituzione.(Alfio Nicotra)

mercoledì 5 giugno 2013

Ius soli, Lega Nord: “Con le promesse di Kyenge, parte la tratta dei bambini” - Il Fatto Quotidiano

Ius soli, Lega Nord: “Con le promesse di Kyenge, parte la tratta dei bambini” - Il Fatto Quotidiano

Terni: tensione e tafferugli al corteo degli operai ex Thyssen, ferito il sindaco - Corriere.it

Terni: tensione e tafferugli al corteo degli operai ex Thyssen, ferito il sindaco - Corriere.it

Riforme: Sbirulino e Paperoga costituenti, il capolavoro delle larghe intese - Alessandro Robecchi - Il Fatto Quotidiano

Riforme: Sbirulino e Paperoga costituenti, il capolavoro delle larghe intese - Alessandro Robecchi - Il Fatto Quotidiano


Dopo 65 anni di onorato servizio, si decide di cambiare la Costituzione. Fu scritta con impeto di tensione ideale, sarà riscritta in un contesto di interessi immorali. Il tutto con urgenza (i 18 mesi di tempo evocati da Napolitano). In presenza di un governo creato in laboratorio e appeso al filo delle vicende giudiziarie di un tizio che un giorno sì e l’altro pure attacca un potere dello Stato colpevole di processarlo. Con idee assai meno che chiare già all’interno dei singoli partiti. Con il Pd di maggioranza relativa, e conseguente peso alla Camera, che sembra ostaggio del Pdl e ne avalla ogni ghiribizzo (tipo l’Imu, per dire). Con una componente elettorale che se ne sta (volutamente e vantandosene) fuori dai giochi a insultare tutti gli altri. E – ciliegina sulla torta – con un capo dello Stato che ora accelera e ora frena, timoroso persino lui che si cambi la forma dello Stato senza fornire i giusti contrappesi. Contrappesi, peraltro (dettagli come la divisione dei poteri, o il conflitto di interessi), che vengono visti come fumo negli occhi dal solito noto, uno che ha per anni ripetuto che vorrebbe maggiori poteri per il premier (se il premier è lui, ovvio) e che ha parlato dei giudici come di un regime, un cancro, una metastasi, una banda di delinquenti, eccetera eccetera.
Ora, gli scenari sono due: o una riforma della Costituzione in cui per distrazione (ops!) si dimenticherà qualche bilanciamento tra poteri; o una sapiente gomitata alla scacchiera da parte di Berlusconi se le cose dovessero mettersi male per lui, come già fece con la Bicamerale di triste memoria. Comunque vada, sarà un insuccesso. E come sempre da queste parti, per gli insuccessi si lavora alacremente, anzi, con fretta, tempi stretti e fregola emergenziale.

Il si al presidenzialismo del PD? un caso di sindrome di Stoccolma.